la nostra storia

Mi chiamo Roberto, classe 1980. Sin da bambino ho fatto sempre tanto sport per “placare” un’innata vivacità. Già alle scuole medie ho detto a mia mamma che avrei voluto diventare professore di ginnastica... 

 

Nel 2004 mi laureo in scienze motorie, inizio a fare esperienza in palestra con l’aspirazione di fare non più il prof. ma il Personal Trainer di professione.

 

Crescendo non mi sono allontanato molto dai! 

 

Ho iniziato prima come istruttore di sport da combattimento, essendo stato un atleta di Kickboxing e pugilato, poi in sala pesi. 

 

Mentre mi facevo le ossa continuavo a formarmi, studiare e lavorare 12 ore al giorno, volevo assolutamente colmare tutte le lacune che gli studi universitari troppo teorici e la mancanza di esperienza potessero rallentare o bloccare il mio sogno. 

Ho sempre pensato che il Personal Trainer fosse una figura importante, di grande valore, utilissima per migliorare la vita delle persone come lo psicologo o il nutrizionista. 

Da un lato ero cosciente che in quegli anni era ancora utopia, troppo “americano”, troppo esclusivo e di nicchia agli occhi della gente; dall’altro sapevo che l’unico modo per arrivare a bersaglio era lavorare sodo ed impegnarmi. 

 

In pochi anni questa “fame” dà i suoi frutti ed una mia allieva mi chiede finalmente di essere allenata singolarmente. 

 

Bingo, si comincia.

Nel 2010 durante un corso di formazione conosco l’allenamento funzionale ed il “kettlebell”, un attrezzo russo, una palla di ferro con una maniglia. Uno strumento così piccolo ma geniale. Mi innamoro così tanto da frequentare ogni corso esistente in materia, in Italia ed all’estero. 

Mi alleno tutti i giorni, apprendo che esiste anche in forma sportiva e decido di preparare la mia prima competizione. 

 

Nel frattempo la gavetta paga, le cose iniziano a girare, gli approfondimenti sul funzionale mi danno una marcia in più. Un tipo di allenamento questo, mirato a ridare alle persone la “guida” del proprio corpo, in modo divertente, più veloce rispetto agli allenamenti classici e più stimolante rispetto alla sala pesi. 

Nel momento di accelerazione della mia carriera professionale però una palestra importante, al centro di Roma, decide di licenziarmi. 

 

Crolla un po’ il mio progetto: Passavo lì la metà del mio tempo, e soprattutto pagavo l’affitto di casa con quello stipendio!

 

Panico, non sono mai stato uno che vive alla giornata, anzi, sono un “ragioniere”, tutto è organizzato nella mia vita, quando arriva un fuori programma salta tutto dentro di me. 

 

Dopo un paio di mesi di frustrazione lo spirito guerriero che è in me decide che è ora di reagire e combattere. 

 

Invece di abbattermi, decido sfruttare la difficoltà e trasformarla in opportunità: meno lavoro, più tempo libero per riorganizzare idee, progetti ed anche allenarmi di più. 

 

Inizio a collaborare per una scuola di formazione con uno dei docenti con cui studiavo da qualche anno prima come assistente, poi come insegnante. 

 

Dopo 6 mesi vinco i miei primi Campionati Italiani di Kettlebell Lifting tra i professionisti. Queste due novità messe insieme, mi danno visibilità, sono l’occasione per farmi notare. Fare il docente nei corsi di formazione con buoni feedback, le gare che vanno benissimo tanto da entrare in nazionale, tutto gioca a mio favore per uscire dalla mischia nel mio piccolo mondo. 

 

Arrivano così molti contatti , clienti. Nel 2014 ormai il 95% del mio lavoro era l’allenamento one to one. Nel mese di luglio vinco la medaglia di bronzo in Francia ai Campionati del Mondo di Kettlebell Lifting. I pianeti si allineano, le persone mi fanno fiducia, sono soddisfatti dei risultati del lavoro svolto insieme, riempio le giornate.

 

Nonostante tutto questo però, c’è qualcosa che non mi fa sentire realmente felice. 

 

Migliorare la vita dei miei clienti, educarle ad una vita sana, motivarle a non mollare è quello che voglio fare, però farlo così, da freelance, nelle palestre, non mi basta più. 

 

Oltre all’ambizione personale e professionale mi rendo sempre più conto che le persone che posso aiutare sono spesso timide, particolari, non adatte al caos generato dalla palestra, in difficoltà ad allenarsi magari in sovrappeso o fuori forma davanti ad altri sconosciuti. 

 

Il disagio che provano me lo trasmettono ed a me dispiace molto, non ho armi per poterlo combattere. Inoltre mi rendo conto che tanti, tantissimi altri uomini e donne non si avvicinano a me perché sono già stati delusi dal meccanismo mangiasoldi, senza risultati dei centri fitness.

 

Il problema non sono io, non sono loro, è il luogo in cui stiamo che è perdente.

 

Con tutti i miei risparmi decido che è il momento di aprire un posto mio, uno studio adatto a ciò che serve a me ed ai miei allievi per essere soddisfatti. Ne parlo con alcuni colleghi, trovo il posto giusto: quartiere Prati, nel cuore di Roma. Penso ad un nome che esprima la mia idea ed a settembre 2015 nasce “ZERO SFORZO Personal Training”.

 

Un posto piccolo, accogliente, che lavora solo esclusivamente con lezioni private su appuntamento. 

A maggio del 2017, dopo soli due anni dall’ apertura del primo studio, vista la partecipazione e soprattutto la soddisfazione dei nostri clienti, decidiamo di aprire una seconda sede.

Il 29 agosto, nel quartiere di San Giovanni, apre le porte il nuovo studio ZERO SFORZO.

Diverso nei colori, nella forma, nella zona ma... con lo stesso metodo di lavoro e la medesima filosofia!