[In PALESTRA mi sentivo MORTIFICATA, non incoraggiata cosi ho smesso e cambiato strada... Ora è migliorato il mio umore, il mio DCA è regredito e ho acquistato una nuova trousse!]

14 Jan 2019

 

 

All’età di 40 anni ho vissuto delle esperienze dolorose a cui ho reagito abbuffandomi di cibo e, di conseguenza, ingrassando tantissimo (circa 40 kg). Ho scoperto che quella “fame nervosa” ha un nome ed è una patologia che si chiama BINGE EATING, ossia un disturbo del comportamento alimentare.

 

Fino ad allora pensavo che gli unici disturbi del comportamento alimentare, cosiddetti DCA, si esaurissero nella bulimia e nell’anoressia, ho poi scoperto che ne esistono diverse tipologie, fra cui appunto, il BINGE EATING.

 

Dopo tale scoperta ho iniziato vari percorsi di sostegno a livello terapeutico: psicoterapia, supporto psichiatrico e dietologico. Pagavo 60 euro per 50 minuti di psicoterapia (una volta a settimana) e ciò mi ha permesso di superare il momento più buio ma, poi, ho iniziato a desiderare di fare qualcosa di diverso per me stessa poiché volevo assolutamente dimagrire.

 

Allora cosa faccio? Mi iscrivo in palestra!!!!

 

Abbonamento annuale presso un bel centro immerso nel verde con piscina e campi da tennis, centro benessere con sauna, bagno turco, idromassaggio, ecc., insomma non mancava nulla!

 

Armata del borsone nuovo adornato dal logo del centro sportivo mi reco in palestra e mi rivolgo al responsabile dell’area fitness: costui mi soppesa con lo sguardo e mi dice che, al momento, poteva consigliarmi solo camminata sul tapis roulant, pedalata su cyclette ed ellittica, step e un po’ di wawe.

 

 

***La mia prima lezione è passata così, su un attrezzo cardio guardando i video musicali sugli schermi.

 

***La seconda volta un altro degli istruttori mi consiglia di approcciarmi al pilates e così faccio, peccato che l’istruttore incoraggiasse la classe con frasi del tipo: “forza così quest’estate potrete indossare il bikini senza vergognarvi, la ciccia non piace a nessuno e non fa bene a nessuno”

 

 

mi sentivo mortificata e non incoraggiata.

 

 

Cambio corso di pilates optando per un altro istruttore, maaaaaaa alla seconda lezione inizio ad avere dolore al piede (sigh!). Il mio problema al piede è correlato alla mia obesità e, in quel momento, comprendo che se voglio fare sport col mio nuovo maxi corpo devo farmi seguire da un esperto che sappia come non procurarmi ulteriori danni. 

 

 

Mentre effettuavo ricerche su dimagrimento, alimentazione, allenamento, ecc., mi sono imbattuta in un video promozionale di Roberto su Facebook e l’ho guardato tutto perché era il primo personal trainer che vedevo fare un video senza atteggiarsi a un divo di Hollywood con muscoli in mostra ed espressione da modello della D&G, anzi!

 

 

Però ha l'espressione rassicurante, da persona onesta, uno di cui potersi fidare. Dopo il video vado a sbirciare un po’ sulla pagina e sul sito ma chiudo lì. 

 

Appena smetto gli antiinfiammatori per il piede, torno in palestra per un’altra lezione ma solo una, poi ho iniziato a non frequentare più la palestra!

 

 

I miei alibi erano tanti:

 

 

===> L'istruttore non mi segue

 

===> Le altre son tutte magre e fighe e mi guardano con commiserazione

 

===> Lo spogliatoio è troppo affollato

 

===>oggi è troppo freddo, ecc., insomma quel borsone mi era costato quanto una Louis Vuitton!

 

 

 

Un bel giorno mi sveglio e decido di abbandonare la psicoterapia per pagarmi un personal trainer tutto per me: Roberto, l’antidivo!

 

Prendo appuntamento con una tale Martina e vado allo studio. Martina ha proprio un gran fisico ma non mi guarda con disgusto, mi ascolta e poi inizia a parlare, spiegare, parlare, e io mi iscrivo anche se non ero proprio convinta.

 

Appena uscita dallo studio iniziano i mille dubbi: il diavoletto diceva: “ma poi non troverò parcheggio” e l’angioletto rispondeva: “non dire cavolate, c’è il parcheggio della metro a pochi metri“e via così fino alla prima lezione.

 

 

Vengo affidata a Chiara e da allora è diventata la mia P.T., la mia confidente, la mia psicoterapeuta, la mia consigliera, la mia torturatrice!

 

 

Inizio così il mio percorso in questo strano posto: gente che striscia a terra (pensavo: ma sto Cappelletti un mocio non può comprarlo?)

 

Gente che cammina a 4 zampe ma a pancia in su, gente che gioca con le palline, gente che gioca a fare il cameramen, altri imbacuccati in fasce elastiche (ma che è? Una pratica bondage?) e mi chiedo:

 

 

Ma dove diamine sono capitata??? Poi inizio anche io a fare il mocio, a camminare come un granchio rovesciato, a incaprettarmi con le fasce elastiche e ad apprezzare le magiche palline di Chiara!

 

Soprattutto inizio a comprendere a cosa serva tutto ciò…a dimagrire e rilassarmi!

 

 

Frequento sempre volentieri le lezioni, mi innervosisce quando non posso allenarmi, inizio a perdere peso e centimetri!

 

Ah dimenticavo, qui il borsone col logo non me lo hanno regalato e per avere la maglietta col logo devo sudarmela, nel vero senso della parola! Insomma, tutte le promesse di Roberto erano vere! Anzi, una no, falsa: ORA non è per timidi e, se lo siete, ve la fa passare la timidezza!

 

 

 

Cappelletti ha uno strano sadismo, gode nel pubblicare i video dove ti alleni tutto sudato e paonazzo, per cui ogni tanto ti ritrovi sul set di un film! Ma poi, mica ti preavvisano in modo che tu possa arrivare con la maglietta carina, trucco e parrucco sistemati, noooooooo!!!!!sempre quando hai la maglietta sgualcita, le occhiaie e il brufolo sul naso! Ma vi assicuro che è meglio girare 45 secondi di video piuttosto che farsi 45 secondi di plank…ovviamente scherzo…

 

 

Innanzitutto, mi sento più leggera! Ho perso peso e il piede non mi ha più dato fastidio, niente più antidolorifici.

 

È migliorato anche il mio umore, il mio DCA è regredito e ho acquistato una nuova trousse (inutile, tanto Chiara i video me li gira sempre quando sono struccata).

 

Il mio percorso è ancora lungo ma non sarò sola!"

 

Maria G. Vassallo

 

 
Grazie Margie per le tue parole, testimonianze come questa ci fanno capire di essere sulla buona strada per aiutare chi si trova in difficoltà e pensa di non farcela o ancora ci ha provato altre volte senza riuscire... non per colpa propria ma per aver seguito "quello che fanno tutti" invece di fare come te, scegliere di iniziare un percorso diverso, IL TUO!

 


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